Biografia





Giulia D' Aloia

Giulia D’Aloia (in arte “Juliet RosaWood”) è nata in Molise nel 1991 e dopo aver
frequentato il Liceo Artistico di Termoli, consegue un Master in Graphic and Web Designer.
Da questo momento si dedica a tempo pieno alla pittura e dopo avere superato rigide
selezioni, partecipa con le sue opere a molte Mostre ed Esposizioni d’arte sia in Italia che
all’estero. Il legame intenso con la natura e la sua perpetua trasformazione nel flusso
perenne delle stagioni, è sempre stato il tema fondamentale, di tipo esistenziale, che ha
influenzato fortemente la sua pittura.
Attraverso un lungo e impervio cammino intellettuale, questa sua visione del mondo,
sostanzialmente di tipo spirituale, ha infatti costruito il tessuto connettivo dei suoi dipinti.
L’artista utilizza svariate tecniche (acrilico, tempera, olio, matite colorate, gessetti, penna
bic etc.), ma per lei è l’acquerello la tecnica più affine, poiché le consente di assecondare la
sua stessa concezione d’arte e di tradurre in maniera magistrale, su carta o su tela, le
emozioni e le profonde pulsioni del suo inconscio. Associare la luce all’acqua e ai colori è
per l’artista un percorso dell’anima. Questa speciale alchimia ha un ulteriore fascino:
innanzitutto in quella libertà dell’acqua di scivolare sul foglio, che consente a sua volta
all’artista la libertà di guidarla nel suo percorso creativo; in secondo luogo dà dinamicità e
spontaneità alla pennellata, che fa sovente contorno a soggetti figurativi femminili, ammantati a volte da tratti di suggestivo realismo. Tutti i suoi dipinti si distinguono per l’estrema “leggerezza” delle raffigurazioni e per le pennellate di colore costituite da “velature” fluide e impalpabili. La sublimazione artistica negli acquerelli di Giulia, ha poi come protagoniste assolute le “macchie” di colore. Delicate
e visionarie, distribuite in maniera magistrale, le macchie sottolineano volumi ed emozioni.
In esse, con una modulata intensità, si miscelano infatti malinconiche visioni, esaltazioni,
passioni, angosce. Un’altra interessante fonte di ispirazione è la “fotografia”, le cui
immagini sono rielaborate dall’artista secondo personali modalità e pulsioni interpretative e
creative.Nella produzione pittorica di Giulia si osserva sovente come la dimensione essenziale
della figura umana si concentri in modo particolare sul volto femminile. Al volto l’artista
addiziona spesso altri elementi (fiori, animali, simboli, etc.), che lo collegano a pulsioni,
visioni e raffigurazioni provenienti dalla mondo della Natura. A partire dal volto, il tema
che certamente assume un carattere di particolare significatività semiologica nei lavori di
questa artista, è lo “sguardo” e di conseguenza il tema della “vista” e del “vedere”. Come
ricorda Fernando Pessoa: "Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo…".
Essere artisti è un itinerario ed un impegno difficile e complesso, perché sensazione e
sentimento, scaturiscono, da un lavoro artistico, soltanto se “bellezza“ ed “emozioni”
vengono rigenerate e plasmate dallo spirito del suo autore.


Prof. Dott. Renato Cavallaro, Sapienza Università di Roma


                          
                            

Video youtube: 







Il mio nome d' Arte

Il mio nome d'arte è composto da due parole: "rosa" e "wood" (bosco) che si 
presentano come una opposizione tra elementi diversi, mentre invece sono 
collegati intensamente al mio percorso di vita, al mio modo di vivere l'arte. 
Da un lato vi sono i fiori, che nascono spontanei nella campagna che mi 
circonda e che hanno attratto da sempre, con i loro colori, la mia attenzione, 
sin dalla più tenera infanzia. La rosa, in particolare, è un fiore a me caro, con 
cui ho avuto sempre dimestichezza, sia in quelle coltivate nel giardino di 
casa, sia nelle delicate infiorescenze della rosa canina sui cespugli ai margini 
di strade e di viottoli che percorro quotidianamente. Devo questo contatto 
con le rose al mio nonno paterno, che le coltivava e le amava ed impressa nella mia 
memoria ho il suo volto, con una rosa tra le labbra, come usava sempre fare. 
Anche alla mia nonna materna, le rose piacevano molto e spesso ne 
metteva una tra i capelli. Le rose e i fiori, queste anime colorate della natura, 
costellano infatti quasi tutti i miei dipinti per illustrare e sottolineare 
antiche e nuove emozioni. Mi sono quindi da sempre identificata con la 
rosa, questo antichissimo fiore dalle simbologie polivalenti, un fiore 
collegato spesso a divinità femminili, non solo per il tema della generazione 
e della vita, ma in particolare, per essere simbolo della spiritualità. La rosa, 
un fiore come simbolo di quella regione archetipa dell'anima di una 
persona, in cui si coagulano le energie delle emozioni, dei sentimenti e delle 
pulsioni. E poi nel mio nome di artista appare anche il "bosco", e anche in 
questo caso devo ricordare mio nonno, con il quale ho iniziato a passeggiare 
nella campagna che mi circonda e poi a fare insieme lunghe camminate nei 
boschi intorno a noi, imparando ad apprezzare la complessità e la 
maestosità della natura. E il bosco, nel quale spesso mi incammino ancora 
oggi, è quindi entrato nella mia visione del mondo. Esso è il regno delle 
energie sottili degli alberi e rappresenta, anche per me, lo scenario ideale 
per l'esperienza iniziatica. E quando ai sommessi fruscii del bosco si 
addiziona anche l'argentino scorrere delle acque che lo solcano, si amplifica 
l'esperienza dell'anima e osservare l'acqua che scorre in cui talvolta mi 
immergo è, per certi versi, la preparazione migliore al lavoro creativo. Sì, è 
quasi una esperienza mistica. Il bosco segnala infatti quella complessa 
metafora archétipa che esprime la realtà profonda dell'individuo, là dove si 
incontrano l'io inconscio e le esperienze dell'io cosciente. E poi il bosco è il 
luogo privilegiato in cui la natura fa sentire la propria forza, cioè le proprie 
possenti energie generative, simbolo della trasformazione e del continuo 
mutamento, che si percepisce quasi in quelle vibrazioni che si irradiano dai 
misteriosi silenzi che lo avvolgono...



Video presentazione Youtube:





Giulia D'Aloia (in arte Juliet Rosa Wood), è nata nel 1991 in Molise (Italy). Ha frequentato il Liceo Artistico di Termoli e successivamente ha conseguito un Master in Graphic & Web Designer, dedicandosi a tempo pieno alla pittura. Ha partecipato a molte Mostre ed Esposizioni d'arte, sia in Italia (Roma, Campobasso, Larino, Foggia, Termoli, Pescara etc,) che all' estero (Parigi, Mosca, Qatar, San Pietroburgo, etc...). Nel Molise ha introdotto la Body Art e i suoi dipinti floreali, in numerose manifestazioni di Body Painting Performances, hanno riscosso un grande successo. Il legame intenso con la natura e la sua perpetua trasformazione nel flusso perenne delle stagioni, è sempre stato il tema fondamentale, di tipo esistenziale, che ha influenzato fortemente la sua pittura. Attraverso un lungo e impervio cammino intellettuale, questa sua visione del mondo, sostanzialmente di tipo spirituale, ha infatti costruito il tessuto connettivo dei suoi dipinti. In altri termini Giulia vede nella Natura una riserva perenne di forme artistiche di cui ha assorbito i colori nelle loro più variegate sfumature.



Prof. Dott. Renato Cavallaro, Sapienza Università di Roma


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Giulia D'Aloia (Juliet Rosa Wood), was born in 1991 in Molise (Italy). She attended the
Art School of Termoli and later obtained a “Masters Degree” in Graphic & Web Designer,
devoting himself full time to painting. She has participated in many shows and art exhibitions,
both in Italy (Rome, Campobasso, Larino, Foggia, Termoli, Pescara etc,) that all 'abroad (Paris,
Moscow). In Molise she introduced the “Body Art” and her floral paintings, in numerous
manifestations of Body Painting Performances, they have been very successful. The intense
bond with Nature and its perpetual transformation, in the perennial flow of the seasons, has
always been the fundamental existential theme that has strongly influenced Giulia's
painting.Through a long and arduous intellectual journey, this vision of the world,
substantially of a spiritual type, has in fact built the connective tissue of all her pictorial
compositions. In other words, Giulia sees in Nature a perennial reserve of artistic forms,
from which she has absorbed the colors in their most varied shades. After the exhibition in
Paris (September, 2020) and Moscow (March, 2021), she is organizing a personal exhibition
in Italy.


Prof. Dott. Renato Cavallaro, Sapienza Università di Roma

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